Come comprare bitcoin in Italia nel 2026

Last updated Settembre 21, 2026

Per comprare bitcoin in Italia serve una piattaforma autorizzata come CASP secondo il regolamento MiCA, un documento d’identità per la verifica KYC e un metodo per depositare euro, come un bonifico SEPA o una carta di pagamento.

Come si compra bitcoin in Italia?

In Italia si compra bitcoin registrandosi su un exchange o un broker autorizzato come CASP (Crypto-Asset Service Provider) secondo il regolamento MiCA, verificando l’identità con documento e selfie, depositando euro tramite bonifico SEPA o carta, infine acquistando l’importo desiderato di bitcoin dalla sezione dedicata della piattaforma. Il procedimento è lo stesso che si segue per comprare criptovalute in generale, non solo bitcoin.

L’intero processo richiede in genere pochi minuti per l’apertura del conto, mentre la verifica dell’identità può richiedere da pochi minuti fino a qualche ora, a seconda della piattaforma e del volume di richieste in quel momento. Una volta completata la verifica, il deposito e l’acquisto sono immediati sulla maggior parte delle piattaforme regolamentate.

Quali piattaforme sono autorizzate a vendere bitcoin in Italia nel 2026?

Dal 1° luglio 2026 il periodo transitorio del regolamento MiCA è terminato: solo le piattaforme autorizzate come CASP da CONSOB e Banca d’Italia, o autorizzate in un altro Paese UE con passaporto europeo, possono offrire legalmente servizi di compravendita di bitcoin ai clienti italiani.

CONSOB e Banca d’Italia hanno autorizzato direttamente otto operatori italiani come CASP: CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv, Riv Digital e Young Platform. A questi si aggiunge Banca Sella, che opera come intermediario bancario tramite notifica alla Banca d’Italia. Diversi exchange internazionali possono operare in Italia grazie al passaporto europeo, avendo ottenuto la licenza MiCA in un altro Stato membro: tra questi Kraken, Coinbase, Bitpanda, Revolut, Crypto.com e Bybit EU.

Cosa succede alle piattaforme senza licenza MiCA

Binance e Bitget non hanno ottenuto la licenza MiCA entro la scadenza del 1° luglio 2026 e devono gestire un’uscita ordinata dal mercato italiano, senza poter offrire nuovi servizi ai clienti UE. Prima di depositare fondi su una piattaforma, conviene verificarne lo stato di autorizzazione sul registro pubblico ESMA o sul sito di Banca d’Italia, sezione soggetti MiCAR.

Meglio un exchange o un broker per comprare bitcoin?

I broker come eToro, Trade Republic, Fineco e Directa sono piattaforme regolamentate secondo MiFID II, con un’interfaccia semplice e commissioni contenute sugli acquisti singoli. Tra i principali exchange crypto disponibili in Italia, piattaforme come Kraken, Young Platform e CryptoSmart offrono più criptovalute e strumenti avanzati, ma vanno scelte solo se autorizzate come CASP o munite di passaporto MiCA.

La differenza che conta davvero, oggi, non è più il Paese in cui ha sede la piattaforma ma il possesso della licenza CASP MiCA o del passaporto europeo. Vale anche la pena distinguere cosa si acquista realmente: su un broker come eToro o su un exchange si compra bitcoin vero, che può essere prelevato su un wallet personale. Fineco e Directa, invece, offrono principalmente CFD, proposti anche dai principali broker CFD regolamentati in Italia, knock out option ed ETP che replicano il prezzo di bitcoin senza dare la proprietà diretta della criptovaluta: solo gli ETP fisicamente collateralizzati danno un’esposizione equivalente al possesso reale dell’asset sottostante.

Come comprare bitcoin passo dopo passo?

La procedura per comprare bitcoin è simile su quasi tutte le piattaforme regolamentate: registrazione, verifica dell’identità, deposito di euro e infine acquisto dell’importo o della quantità di bitcoin desiderata dalla sezione mercati o crypto della piattaforma, sia che si tratti di un exchange via browser sia di una delle app per criptovalute più diffuse su smartphone.

  1. Scegli una piattaforma autorizzata come CASP oppure con passaporto MiCA valido per l’Italia
  2. Registrati con email e password, poi completa la verifica d’identità (KYC) caricando un documento e uno o più selfie
  3. Deposita euro tramite bonifico SEPA, carta di debito o credito, oppure PayPal dove disponibile
  4. Cerca bitcoin o BTC nella sezione mercati, crypto o exchange della piattaforma
  5. Inserisci l’importo in euro o la quantità di bitcoin desiderata e conferma l’ordine
  6. Verifica l’esecuzione dell’ordine e il saldo aggiornato nel wallet della piattaforma
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Quali metodi di pagamento si possono usare

I metodi più diffusi tra le piattaforme autorizzate in Italia sono il bonifico SEPA, spesso gratuito ma con tempi di accredito di uno o due giorni lavorativi, la carta di debito o credito, immediata ma generalmente più costosa, e PayPal, disponibile su un numero più limitato di piattaforme come eToro. Alcune app supportano anche Apple Pay e Google Pay per i depositi con carta.

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Quanto costano le commissioni per comprare bitcoin?

Le commissioni per comprare bitcoin variano da piattaforma a piattaforma, di norma tra lo 0,20% e l’1,5% del valore della transazione: si va dallo 0,20% di CryptoSmart allo spread dell’1,49% di Bitpanda, passando per Coinbase, che applica tra lo 0,40% e lo 0,60%, e Kraken, fino allo 0,40%.

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A questa commissione si aggiunge spesso uno spread e, per i depositi con carta, una commissione di deposito che può superare il 2%.

PiattaformaCommissione di acquistoNote
CryptoSmart0,20% sulla transazioneDepositi gratuiti, prelievo variabile in base alla blockchain
Young PlatformSpread 0,22% – 0,875%Bonifico gratuito, deposito con carta 2,2% + 0,25 euro
KrakenFino a 0,40%Commissione più bassa con Advanced Trade e deposito via bonifico
Coinbase0,40% – 0,60% con Advanced TradeDeposito con carta fino al 3,99%
BitpandaSpread fino a 1,49%Prelievo SEPA gratuito

È possibile comprare bitcoin in contanti tramite ATM?

Sì. In Italia sono attivi 229 ATM bitcoin secondo i dati di CoinATMRadar, concentrati soprattutto nelle grandi città: 26 a Milano, 17 a Bologna e altrettanti a Roma, 16 a Torino, 5 a Napoli e altrettanti a Firenze. Gli sportelli si trovano spesso in tabaccherie, negozi di elettronica e centri commerciali.

Per usare un ATM bitcoin serve un wallet personale compatibile con bitcoin, perché la macchina invia le monete direttamente all’indirizzo del wallet inserito al momento del deposito. La procedura richiede di inserire i contanti, digitare o scansionare l’indirizzo del proprio wallet e confermare l’operazione. L’accredito avviene di norma entro pochi minuti, a seconda della congestione della rete Bitcoin in quel momento. Anche gli operatori di ATM devono essere registrati come VASP o CASP presso l’OAM o le autorità competenti per operare legalmente.

Dove conservare i bitcoin dopo l’acquisto?

I bitcoin acquistati restano di norma su un wallet custodial gestito dalla piattaforma. Per avere più controllo si possono trasferire su un wallet personale, software se serve accesso rapido, oppure hardware per importi più significativi da conservare offline nel lungo periodo.

Wallet custodial o wallet personale

Con un wallet custodial è la piattaforma a detenere le chiavi private che danno accesso ai fondi, in modo simile a un conto corrente: comodo, ma dipende dalla sicurezza e dalla solvibilità della piattaforma stessa. Con un wallet non custodial, sia esso software (hot wallet, connesso a internet) sia hardware come un Ledger o un Trezor (cold wallet, offline), è l’utente a detenere direttamente la chiave privata. In questo secondo caso la sicurezza dei fondi dipende interamente dalla capacità di custodire quella chiave: se viene persa o sottratta, i bitcoin non sono più recuperabili. Per scegliere lo strumento più adatto conviene confrontare i principali wallet crypto disponibili, sia custodial sia non custodial, in base a sicurezza, comodità e tipo di supporto.

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Come vengono tassate le plusvalenze su bitcoin in Italia?

Le plusvalenze realizzate dalla vendita di bitcoin sono soggette a un’imposta sostitutiva del 33% dal 1° gennaio 2026, contro il 26% applicato alle plusvalenze realizzate fino al 31 dicembre 2025. La soglia di esenzione di 2.000 euro precedentemente prevista è stata abolita: qualsiasi plusvalenza, anche minima, va dichiarata.

Cosa dichiarare nel quadro W (ex quadro RW)

Chi detiene bitcoin, anche su un wallet personale o su una piattaforma estera, deve dichiarare il valore del portafoglio al 31 dicembre nel quadro W del modello 730, che dal 2026 sostituisce il precedente quadro RW nel modello Redditi persone fisiche. Non esiste alcuna soglia di esenzione: l’obbligo di monitoraggio riguarda anche importi di pochi euro. L’Agenzia delle Entrate applica sanzioni comprese tra il 3% e il 15% del valore delle cripto attività non dichiarate in caso di omessa compilazione.

Quali sono i rischi di comprare bitcoin?

Bitcoin è un asset ad alta volatilità, con oscillazioni di prezzo anche del 10% o più in una singola giornata, e non è coperto da alcuno schema di garanzia statale come il Fondo interbancario di tutela dei depositi, che protegge invece la liquidità sui conti correnti bancari.

A questo si aggiunge il rischio operativo: usare piattaforme prive di licenza CASP o passaporto MiCA espone a rischi di frode, blocco dei fondi o chiusura improvvisa del servizio, come accaduto agli utenti italiani di Binance e Bitget dopo il 1° luglio 2026. Chi sceglie l’autocustodia dei bitcoin, infine, si assume il rischio legato alla gestione diretta della chiave privata: un errore di backup o lo smarrimento del dispositivo hardware possono comportare la perdita totale e irreversibile dei fondi.

Qual è l’importo minimo per comprare bitcoin?

Non è necessario comprare un bitcoin intero per iniziare a investire. Quasi tutte le piattaforme autorizzate permettono di acquistare frazioni di bitcoin, spesso a partire da pochi euro, fino a otto cifre decimali: l’unità minima si chiama satoshi ed equivale a 0,00000001 bitcoin, il che rende l’accesso possibile anche con capitali contenuti.

L’importo minimo effettivo dipende dalla piattaforma scelta e va verificato nella pagina dedicata alle commissioni prima di procedere con il primo acquisto, perché può variare in base al metodo di deposito utilizzato.

Riferimenti

  • CONSOB e Banca d’Italia, comunicato congiunto sulla fine del periodo transitorio MiCA, 30 giugno 2026: consob.it
  • Banca d’Italia, elenco soggetti MiCAR operanti in cripto attività: bancaditalia.it
  • Agenzia delle Entrate, quadro RW e monitoraggio fiscale: agenziaentrate.gov.it
  • CoinATMRadar, mappa e conteggio degli ATM bitcoin in Italia: coinatmradar.com
  • Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCA), testo consolidato su EUR-Lex: eur-lex.europa.eu