Come comprare criptovalute: guida pratica 2026

Last updated Agosto 18, 2026

Per comprare criptovalute in Italia serve aprire un conto su uno dei migliori exchange crypto o su un broker autorizzato, verificare l’identità con documento e selfie, depositare euro tramite bonifico o carta e infine acquistare la crypto scelta. In questa guida vediamo passo dopo passo cosa serve, quali piattaforme rispettano la normativa italiana ed europea, quanto costa l’operazione e come vengono tassate le plusvalenze nel 2026.

Cosa serve prima di comprare le prime criptovalute?

Per comprare le prime criptovalute servono un documento d’identità valido, un conto corrente o una carta intestati alla stessa persona che apre il conto, un indirizzo email e uno smartphone per la verifica in due passaggi. La piattaforma richiede inoltre la verifica dell’identità (KYC), obbligatoria per legge su ogni exchange o broker autorizzato a operare in Italia.

  • Documento d’identità in corso di validità (carta d’identità o passaporto)
  • Selfie o video per la verifica biometrica richiesta dalla procedura KYC
  • IBAN o carta di pagamento intestati alla stessa persona che apre il conto
  • Un indirizzo email personale e un numero di telefono per l’autenticazione a due fattori

La verifica dell’identità richiede in genere pochi minuti sulle piattaforme più grandi, ma può arrivare fino a due giorni lavorativi se i documenti necessitano di un controllo manuale.

Come comprare criptovalute passo dopo passo?

La procedura per comprare criptovalute segue sempre la stessa sequenza, indipendentemente dalla piattaforma scelta: apertura del conto, verifica dell’identità, deposito di euro, acquisto della criptovaluta e, se necessario, trasferimento in un wallet personale. L’intero processo richiede in genere tra 15 minuti e qualche giorno, a seconda dei tempi di verifica del singolo fornitore.

  1. Scegli un exchange o un broker registrato per operare in Italia
  2. Registrati e completa la verifica d’identità (KYC)
  3. Deposita euro tramite bonifico SEPA, carta di debito o di credito
  4. Acquista la criptovaluta scelta al prezzo di mercato o con un ordine limite
  5. Trasferisci la crypto su un wallet personale se prevedi di detenerla a lungo termine

Quale criptovaluta conviene comprare per iniziare?

Non esiste una criptovaluta migliore in assoluto: la scelta dipende dalla liquidità, dalla capitalizzazione di mercato e dal livello di rischio che si è disposti ad accettare. Chi acquista per la prima volta si orienta spesso su Bitcoin ed Ethereum, le due criptovalute con la capitalizzazione e la liquidità più alte nel 2026: per chi parte da qui, conviene approfondire come comprare Bitcoin nello specifico prima di diversificare su progetti più piccoli e volatili.

  • Capitalizzazione e liquidità: più una criptovaluta è scambiata, più è facile comprarla e rivenderla senza forti scostamenti di prezzo
  • Track record: Bitcoin ed Ethereum operano rispettivamente dal 2009 e dal 2015, un lasso di tempo che permette di valutarne la tenuta rispetto a progetti nati da pochi mesi
  • Caso d’uso: Bitcoin è pensato principalmente come riserva di valore, Ethereum come infrastruttura per applicazioni decentralizzate, altre criptovalute coprono pagamenti, gaming o infrastrutture specifiche
  • Volatilità attesa: le criptovalute a capitalizzazione più bassa tendono a muoversi in percentuale più delle prime della lista, in entrambe le direzioni

Questa guida ha finalità informativa e tecnologica, non costituisce consulenza finanziaria personalizzata: ogni scelta andrebbe valutata in base al proprio profilo di rischio e, se necessario, con il supporto di un consulente indipendente.

Meglio un exchange o un broker per comprare criptovalute?

Un exchange permette di acquistare la criptovaluta reale e di trasferirla su un wallet personale, mentre un broker offre più spesso l’esposizione al prezzo tramite CFD, lo strumento principale offerto dai migliori broker CFD, o certificati, senza possesso diretto dell’asset. La scelta dipende dall’obiettivo: detenere crypto nel tempo richiede un exchange, mentre fare trading di breve periodo si presta meglio a una delle migliori piattaforme di trading.

CaratteristicaExchangeBroker
Possesso dell’assetSì, la crypto è trasferibile su un walletNo, spesso solo esposizione al prezzo
CustodiaWallet della piattaforma o wallet esternoNessuna crypto reale da custodire
Commissioni tipiche0,1% – 1,5% per operazioneSpread sul prezzo, senza commissione fissa
Ideale perDetenzione a medio e lungo termineTrading di breve periodo

Quali piattaforme sono autorizzate a vendere criptovalute in Italia?

In Italia possono offrire servizi su criptovalute solo gli operatori iscritti al registro OAM degli operatori in valuta virtuale o autorizzati come prestatori di servizi in cripto-attività (CASP) secondo il regolamento MiCA. Il regime transitorio per gli operatori già iscritti all’OAM è stato prorogato al 30 giugno 2026, termine entro cui devono ottenere l’autorizzazione MiCAR da CONSOB o Banca d’Italia per continuare a operare.

Con il regolamento MiCA pienamente applicabile, la CONSOB vigila sulle offerte al pubblico di cripto-attività e sui fornitori di servizi, mentre la Banca d’Italia si occupa della vigilanza prudenziale e antiriciclaggio, soprattutto per gli emittenti di stablecoin. Gli operatori che non hanno presentato domanda di autorizzazione CASP entro dicembre 2025 non possono più operare legalmente in Italia e rischiano la cancellazione d’ufficio dal registro OAM.

Prima di aprire un conto — che si tratti di un exchange, di un broker o di una delle migliori app criptovalute — conviene verificare la presenza della piattaforma nel registro OAM o nell’elenco dei soggetti autorizzati pubblicato da CONSOB, disponibile sui rispettivi siti ufficiali. Le sanzioni per chi opera senza autorizzazione possono arrivare fino a 5 milioni di euro o al 12,5% del fatturato annuo dell’impresa.

Quanto costano le commissioni per comprare criptovalute?

Le commissioni per comprare criptovalute variano in genere tra lo 0,1% e l’1,5% dell’importo investito su un exchange, mentre i broker applicano più spesso uno spread sul prezzo invece di una commissione fissa. A questi costi si aggiungono le eventuali commissioni di deposito, prelievo e trasferimento su un wallet esterno.

Tipo di costoCosa comporta
Commissione di trading (exchange)In genere tra 0,1% e 0,5% per operazione, spesso ridotta con volumi mensili più alti
Spread (broker)Differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, incorporata nel prezzo mostrato
Commissione carta di credito/debitoPiù alta del bonifico, in genere tra 1,5% e 4%
Commissione di rete (network fee)Dovuta alla blockchain per trasferire la crypto su un wallet esterno, variabile in base alla congestione della rete

Il bonifico SEPA resta il metodo di deposito più economico sulla maggior parte delle piattaforme, spesso senza commissioni aggiuntive rispetto al costo variabile applicato da carte e portafogli digitali.

Si possono comprare criptovalute con PayPal o carta di credito?

Sì, alcune piattaforme lo permettono: Coinbase accetta depositi PayPal per comprare criptovalute direttamente sull’exchange, ed eToro accetta pagamenti PayPal per l’acquisto di crypto sulla propria piattaforma, mentre la maggior parte degli altri exchange accetta solo carte di debito e credito con commissioni più alte rispetto al bonifico bancario. In Italia PayPal non consente ancora l’acquisto diretto di crypto all’interno della propria app, a differenza di alcuni mercati esteri.

Chi vuole usare PayPal deve quindi appoggiarsi a una piattaforma terza che accetti questo metodo come forma di deposito, non come acquisto diretto della criptovaluta. Le carte di credito e debito restano il metodo più rapido per un primo deposito, ma comportano commissioni comprese in genere tra l’1,5% e il 4% dell’importo versato.

Come conservare le criptovalute in sicurezza dopo l’acquisto?

Le criptovalute comprate su un exchange restano per default in un wallet custodial gestito dalla piattaforma, comodo ma esposto al rischio che la piattaforma stessa fallisca o subisca un attacco informatico. Per importi rilevanti o per la detenzione a lungo termine conviene trasferirle su uno dei migliori wallet crypto non custodial, dove solo il proprietario controlla la chiave privata.

  • Wallet custodial: la piattaforma gestisce la chiave privata al posto tuo, comodo ma dipendente dalla sua solidità
  • Wallet non custodial: solo tu controlli la chiave privata, più sicuro ma la responsabilità della custodia ricade interamente su di te
  • Hardware wallet: dispositivo fisico dedicato alla conservazione offline delle chiavi private, consigliato per importi consistenti
  • Autenticazione a due fattori (2FA): da attivare sempre sull’account exchange, oltre alla password
  • Backup della seed phrase: va conservato offline, mai in una foto o in un file condiviso online

Conviene un piano di accumulo (PAC) in criptovalute?

Un piano di accumulo in criptovalute consiste nell’acquistare un importo fisso a cadenza regolare, per esempio ogni mese, indipendentemente dal prezzo di mercato del momento. Questa strategia, nota anche come dollar cost averaging, riduce l’impatto della volatilità sul prezzo medio di acquisto, ma non elimina il rischio di perdita legato alla natura speculativa dell’asset.

Diverse piattaforme, tra cui broker come Trade Republic, che offre piani di accumulo automatizzati con commissioni ridotte sulla componente ricorrente, e alcuni exchange, permettono di impostare un PAC in criptovalute, applicando invece un costo fisso o percentuale sugli acquisti singoli fuori piano. Il PAC si adatta bene a chi vuole costruire una posizione nel tempo senza dover scegliere il momento di ingresso sul mercato.

Come comprare criptovalute non quotate o in prevendita?

Le criptovalute non ancora quotate sui principali exchange si possono ottenere tramite le prevendite organizzate direttamente da alcune piattaforme, tramite airdrop promozionali oppure acquistandole da altri investitori su mercati P2P. Sono le operazioni a rischio più elevato, perché riguardano progetti senza uno storico di prezzo verificabile.

Alcuni exchange organizzano periodicamente prevendite di nuovi token, a cui si accede rispettando condizioni specifiche stabilite dall’exchange stesso e dal progetto lanciato. Gli airdrop distribuiscono invece token gratuitamente a chi interagisce in qualche modo con un progetto, mentre i token lanciati su siti sconosciuti o direttamente dai loro creatori, senza passare da un exchange regolamentato, vanno considerati ad alto rischio di truffa. Per la detenzione a lungo termine di token nuovi o poco liquidi, conviene comunque trasferirli su un hardware wallet non appena possibile.

È possibile comprare criptovalute in modo anonimo?

Un livello di anonimato relativo si ottiene tramite gli sportelli ATM per criptovalute, che permettono di depositare contanti e ricevere crypto direttamente sul proprio wallet scansionando un codice QR, senza registrazione su un exchange. Va però ricordato che qualsiasi exchange o broker regolamentato richiede la verifica dell’identità per obbligo normativo antiriciclaggio.

La compravendita diretta tra privati è un’altra opzione, ma comporta rischi maggiori legati all’affidabilità della controparte e all’assenza di qualsiasi tutela in caso di controversia o mancato pagamento. In entrambi i casi, l’anonimato riguarda la piattaforma usata per l’acquisto, non la blockchain sottostante, dove le transazioni restano tracciabili pubblicamente.

Come vengono tassate le criptovalute comprate in Italia nel 2026?

Le plusvalenze realizzate dalla vendita di criptovalute in Italia sono tassate con un’imposta sostitutiva del 33% dal 1° gennaio 2026, dopo l’abolizione della soglia di esenzione di 2.000 euro già in vigore dal 2025. Fanno eccezione le stablecoin e i token di moneta elettronica ancorati all’euro, che restano tassati con l’aliquota del 26%.

Questo significa che ogni plusvalenza va dichiarata, anche quella di importo minimo, a differenza del regime precedente che esentava i guadagni complessivi annui sotto i 2.000 euro. Chi detiene criptovalute, anche senza aver realizzato guadagni, deve inoltre monitorare il possesso nel quadro dedicato della dichiarazione dei redditi. Dal 1° gennaio 2026 entra inoltre in vigore la direttiva europea DAC8, che sostituisce la trasmissione trimestrale dei dati all’OAM con lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali europee.

Le regole sulla tassazione delle criptovalute sono soggette ad aggiornamenti frequenti da parte dell’Agenzia delle Entrate: per la propria situazione specifica è consigliabile verificare le istruzioni ufficiali aggiornate o rivolgersi a un commercialista.

Quali rischi bisogna considerare prima di comprare criptovalute?

Le criptovalute non sono coperte da alcuno schema di garanzia statale, come il Fondo interbancario di tutela dei depositi che protegge i conti bancari tradizionali, e il loro valore può variare in modo estremo anche nell’arco di poche ore. Prima di comprare crypto conviene investire solo somme che si è disposti a perdere e diversificare rispetto ad altre classi di attivo, un principio che vale ogni volta che si decide come investire, non solo nel caso delle criptovalute.

  • Volatilità: il prezzo può salire o scendere in modo molto marcato in tempi brevi, anche per le criptovalute più capitalizzate
  • Assenza di garanzia statale: nessun fondo di tutela copre le perdite in caso di fallimento della piattaforma
  • Rischio di custodia: un attacco informatico o il fallimento dell’exchange possono comportare la perdita totale dei fondi depositati
  • Rischio normativo: il quadro MiCA è ancora in fase di piena applicazione e le regole possono evolvere nel tempo
  • Rischio di truffa: i token nuovi o non quotati su exchange regolamentati sono più esposti a progetti fraudolenti
  • Obbligo fiscale su ogni plusvalenza: dal 2026 non esiste più una soglia di esenzione annua

Riferimenti